L’importanza di fare sport: con Athleia si può fare

(Dal Corriere della Sera del 2 settembre 2012)

Di recente il British Medical Journal ha evocato il rischio di un aumento dell’Health divide, cioè del solco sempre più profondo tra chi ha pieno “accesso alla salute” e chi molto meno.

Il pericolo, però, non era riferito per una volta, alla possibilità di ottenere cure costose, bensì a quelle di cambiare il proprio stile di vita.

La riflessione della rivista scientifica è stata ispirata dai dati dell’health Survey for England, che ha rivelato come abitudini quali fumo, alcool e sedentarietà tra il 2003 e 2008, nel Regno Unito, si siano ridotte tra le classi più acculturate (e presumibilmente abbienti), mentre siano cambiate poco fra chi appartiene alla “working class”.

La conclusione è che non basta solo predicare, bisogna anche creare le condizioni perchè le informazioni arrivino dove si desidera e perchè possano essere realisticamente tradotte in pratica.

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Parlando di giovanissimi e bambini, studi hanno dimostrato che la pigrizia si impara in famiglia.

Se la colpa della pigrizia dei giovanissimi non fosse di TV, internet o videogiochi, ma dei genitori?

Una ricerca dell’Università dell’Oregon dimostra che incoraggiare i figli a giocare all’aperto riduce il numero di ore passate davanti alla TV.

E se mamma e papà si muovono assieme ai bambini, l’effetto anti-sedentarietà è ancora più marcato.

Un’indagine inglese su 4000 bambini rincara la dose: in 2 famiglie su 3 nè mamma nè papà praticano sport e questo si riflette irremediabilmente sulla forma fisica dei figli, assai scadente quando a casa il movimento è l’ultimo dei pensieri.

“La famiglia può giocare un ruolo decisivo con il proprio stile di vita: se mamma o papà o, meglio ancora, entrambi praticano attività sportive anche i figli finiranno per farlo” (Alberto Ugazio – Presidente Società Italiana Pediatria)