Test di soglia con (o senza) prelevamento del lattato

Il test di soglia anaerobica permette di valutare le qualita’ di resistenza aerobica in una determinata disciplina sportiva e permette di ricavare le soglie aerobica ed anaerobica e di stabilire un protocollo di lavoro finalizzato a migliorare le performance dell’atleta. Il test viene eseguito su una cyclette Technogym e consiste in un esercizio d’intensità crescente che conduce l’atleta fino al massimo delle proprie capacità atletiche.

TEST DI SOGLIA ANAEROBICA e TEST DEL LATTATO EMATICO

L’acido lattico è prodotto dall’attività muscolare attraverso la glicolisi anaerobica. Ad intensità di esercizio relativamente basse, l’acido lattico prodotto e riversato nel circolo sanguigno, è sufficientemente contenuto dai sistemi di smaltimento.  Ad intensità di esercizio via via crescenti, il conseguente maggiore coinvolgimento del metabolismo anaerobico lattacido, fa sì che ci sia maggiore produzione dell’acido lattico a cui fa seguito l’incremento del lattato ematico. Quando la produzione cellulare di acido lattico e la conseguente concentrazione di lattato ematico è tale da superare la capacità di smaltimento, esso si accumula nell’organismo, condizionando in parte negativamente l’attività cellulare (muscolare). Per definizione si stabilisce in 4 mmol/l (millimoli per litro di sangue) la concentrazione che definisce la soglia anaerobica; mentre con 2 mmol/l si definisce la soglia aerobica. E’ facile intuire quanto sia importante conoscere per ogni atleta i valori di soglia, in particolare della soglia anaerobica, in quanto – in termini pratici – tanto più si riesce ad “elevare” il valore di soglia anaerobica attraverso gli allenamenti, tanto più potrà essere fornita energia (produzione di ATP per l’attività muscolare) utilizzando prevalentemente il metabolismo aerobico il quale non presenta, come elemento limitante, la produzione di acido lattico. Quali sono i metodi per stabilire la soglia anaerobica? Due in particolare: il TEST di SOGLIA ANAEROBICA e il TEST del LATTATO EMATICO. Entrambi si basano su prove da sforzo (ossia all’atleta è richiesto di pedalare, correre, nuotare, ecc.).

Il primo test consiste nel richiedere all’atleta, dopo adeguato riscaldamento, di correre (oppure pedalare, oppure nuotare, ecc.) inizialmente ad intensità molto bassa e, senza soluzione di continuità, incrementare – in genere ogni duecento metri – la velocità di corsa sino a raggiungere la velocità massima possibile. L’atleta, sin dall’inizio, indossa il cardiofrequenzimetro, grazie al quale si rileverà l’andamento della frequenza cardiaca durante tutto il test. I valori di frequenza cardiaca e i rispettivi valori di velocità di corsa – ottenuti facilmente grazie al tempo impiegato per compiere ogni 200 mt, oppure direttamente dal display – verranno, a fine test, inseriti in un grafico dove in ordinata sono indicati i valori di frequenza cardiaca e in ascissa la velocità. Dal grafico così realizzato, si può osservare, sino ad un certo punto, una linearità – ossia la frequenza cardiaca aumenta linearmente con l’aumento della velocità di corsa; ad un certo punto, però, il grafico – normalmente – presenta una deflessione, ossia la frequenza cardiaca aumenta proporzionalmente meno rispetto alla fase precedente. Il punto di deflessione coincide con la soglia anaerobica, quindi è possibile rilevare, a questo livello, sia la frequenza cardiaca che la velocità di soglia anaerobica.

Il secondo test consiste nel prelevare, ad intervalli regolari – dal lobo dell’orecchio o dal polpastrello di un dito dell’atleta – piccole quantità di sangue e, grazie ad un’apparecchiatura specifica, determinare la concentrazione di lattato ematico. In pratica all’atleta, che indossa anche in questo caso il cardiofrequenzimetro – viene chiesto, dopo adeguato riscaldamento, di correre (oppure di pedalare, oppure di nuotare, ecc.) per 4 minuti ad intensità costante per più step successivi e al termine di ogni step viene rilevata la concentrazione di acido lattico; raccolti una serie di dati (concentrazione di lattato ematico, frequenza cardiaca e velocità di corsa) scaturiti da altrettanti step, è possibile individuare i valori coincidenti sia con i 2 mmol/l (soglia aerobica) sia con i 4 mmol/l (soglia anaerobica). I parametri così ottenuti, sono di estrema importanza per valutare la condizione atletica e gli allenamenti svolti sino a quel momento, nonché per impostare le intensità di lavoro e il programma degli allenamenti per il periodo successivo. Come tutti i test di valutazione funzionale, anche quelli sopra indicati, devono essere svolti regolarmente nell’arco della preparazione dell’atleta, così da avere in ogni momento la reale condizione di performance dell’atleta stesso.

“Pensi di avere un limite,
così provi a toccare questo limite.
Accade qualcosa.
E immediatamente
riesci a correre un po’ più forte,
grazie al potere della tua mente,
alla tua determinazione,
al tuo istinto e grazie all’esperienza.
Puoi volare molto in alto”
(Ayrton Senna)

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